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Cortina d'Ampez: Brunetta sclopeta contra les autonomies
scrit ai 31 July 2008 da les 18:03:01 da noeles

Politica

L minister Brunetta, arogant y da volei crove  

Dantenier a Cortina d'Ampez àl fat declarazions bendebot pesoces contra les regions a statut spezial 

L minister dla funzion publica, Renato Brunetta, à fat ai 27 de messel a Cortina d'Ampez declarazions bendebot stersces y pesoces tl cheder dla manifestazion "Cortina Incontra" a chela che al vegn envié politics. L minister à tout la ocajion per svaié y dromblé contra les autonomies locales y cie che al à dit ne é nia demé sté bendebot da volei crove y arogant, ma tamben da avei festide, ajache al vegn dit da n esponent dl govern Berlusconi che ova perdret metù sun sies bandieres entratant la campagna litala, anter les truepes "beles cosses", redont la atuazion dl federalism fiscal.



 

Ciamò piec y spluet él che Brunetta à fat chestes declarazions te n raion olàche la popolazion à fat alsavei tres l referendum con na maioranza lergia de otober dl 2007 sia volonté de se reunifiché con la region Trentin/Sudtirol. Bele chest descuer duta sia gran aroganza y desmostra per l eneisem iade desche cerc politics la pensa, dijan depierpul de ester democratics. L referendum popolar é emprumadedut n dert vedù dantfora da la costituzion taliana.

Ence l fat che Brunetta ae definì la autonomia de nosta region nia cis giusta con n referiment ironich ai gerans sun i solés, desmostra sia intoleranza desche minister dla republica per les mendranzes todescia y ladina y ti lascia puecia lerch a valch speranzes. Les respostes dl govern envers a les ghiranzes dla popolazion locala sarà magherlines. Bonamenter ne é l minister nia coscient dla porteda de sies declarazions dassen arogantes y de sia insensibelté grovia.

Dutes chestes esternazions ne fej nia auter che confermé che al và debujegn de unì nostes mendranzes te una na soula aministrazion a statut autonom, sconeda tres n tratat internazional, evitan enscì che i politics de tourn animés da n spirit zentralistich, per ne dì nia nazionalistich, mete tresfora en discuscion dut.

Sce la soula resposta dl govern a les problematiches locales é chela de volei tó ju les regions a statut spezial, vuelel chest ence dì che an é ciamò agn lum dalonc dal "federalism fiscal" encer chel che an à fat ti ultims temps tant de reclam y che al ti é belunfat cie posizions che la Lega à tout ite te chesta chestion.

Marco Pizzinini

 

Corriere delle Alpi, 28.07.2008

Brunetta attacca autonomie e fannulloni

CORTINA. Renato Brunetta, ministro della pubblica amministrazione, senza pietà. «Via le Regioni speciali» proclama in un affollatissimo Palalexus a “Cortina Incontra”, con ospiti seduti perfino per terra. Riceve una standing ovation quando parla di fannulloni e dintorni, chiedendo una specie di “auditel” quotidiana per misurare l’efficienza di tutti i dipendenti pubblici. Ma non è meno forte l’applauso degli ampezzani, dei bellunesi e dei loro ospiti quando afferma «nessuna regione deve essere più regione di altre» e «nessun comune deve essere più comune degli altri». Fiori ai balconi. Quando Bruno Vespa, che lo modera, gli chiede se il Governo può accettare la proposta di Luis Durnwalder di ricevere più competenze a fronte degli stessi trasferimenti, Brunetta risponde: «Non possiamo dare specialità e risorse per mettere i fiori e le fioriere ai balconi». E sul referendum di Cortina e di altri comuni aggiunge: «Ho proposto al presidente Galan di promuovere un referendum generale, a livello regionale, perché non ci sia sempre qualche comune contiguo ad altri». In conclusione - ha insistito Brunetta - «non ci dovrà essere nessuno più speciale di altri, ma tutti dovranno essere speciali». Ma le ragioni storiche che presiedono all’autonomia di Bolzano e di Trento o a quella della Regione Friuli Venezia Giulia? «Sono cadute». Federalismo catastrofico. Con il federalismo fiscale cade anche la motivazione delle autonomie differenziate. Ma ad una condizione, mette in guardia Brunetta: che il federalismo non raddoppi i costi, altrimenti “è catastrofico”. «Se il federalismo fiscale serve ad eliminare le sperequazioni bene. Se invece è all’italiana, che raddoppia tutto, Dio ce ne scampi e liberi. Se è un federalismo che cambia le cose, che cancella figli e figliastri, bene altrimenti teniamoci il centralismo». I tempi per completare una riforma come questa, che omogeneizzi anche le specialità? «5 anni» è stata la risposta di Brunetta. Assenteismo. In un anno l’assenteismo nel pubblico impiego sarà riportato a livello strutturale, “come nel settore privato”. Lo ha detto il ministro, confermando che «a giugno è diminuito del 20%», mentre, «in Friuli Venezia Giulia le visite fiscali sono aumentate del 30%». Auditel. Un “auditel per tutti”. Lo propone Brunetta. «Troveremo un sistema per misurare tutto, come si fa in televisione». L’esperimento partirà dagli uffici del catasto. Trasparenza. Non tutti i ministeri hanno risposto all’invito di Brunetta alla trasparenza sui costi e sull’assenteismo. «Io - ha detto - ho cominciato con la trasparenza dal mio ministero, la Funzione pubblica, pubblicando i dati dei redditi, degli stipendi, dei tassi di assenteismo. E ho detto agli altri colleghi: fate lo stesso. Alcuni hanno risposto come un sol uomo, ad esempio il ministero degli esteri. Altri invece no. Il ministero del Tesoro ad esempio non ha mai risposto». Tremonti. «Io sono un socialista riformista» afferma Brunetta, dopo aver dichiarato che «Forza Italia è il più grande partito operaio del Paese». «Tremonti che socialista è?» gli chiede Enrico Cisnetto, l’anima di “CortinaIncontra”. «Non farmi rispondere». lo prega Brunetta. Autunno caldo. Forte l’appello di Brunetta ai sindacati del Pubblico Impiego: «Smettetela di allearvi con la cattiva politica che ha creato i mostri di inefficienza». Allo stesso sindacato consiglia poi di rinunciare allo sciopero generale del pubblico impiego, il prossimo autunno, perché “se chiederà più soldi non so come reagiranno i lavoratori del privato”. E ancora: «Non so se il prossimo sarà un autunno caldo o no. So, però, che se a scaldarlo saranno i pubblici dipendenti, non so cosa potrà succedere». I medici. «Se nel settore privato - ha esemplificato Brunetta, sempre in tema di fannulloni - valessero le stesse non-regole del pubblico, un’impresa chiuderebbe nel giro di una settimana». «Io - ha ricordato - ho iniziato dicendo ai medici: signori, basta certificati falsi, sennò andate in galera. Ora quando ad un medico chiedono un falso certificato, il medico risponde: sa, signora, non posso, con quel rompiballe di Brunetta in giro».


 
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