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La politica de Belun prova de insciautrì i ladins da souramont
scrit ai 29 July 2007 da les 19:44:09 da noeles

Politica

Mané i carabiniers: zenza gaujes 

L SISTEM GIUDIZIAR TI SAUTA DO A LA POLITICA - COMITÉ PÒ MANÉ FORA CIE MATERIAL DE INFORMAZION CHE AL VUEL - ORA DA S'EN JÌ DAL VENET 

L referendum di ladins de souramont à abù sia pruma conseguenza pesocia. Conseguenza che met la Talia o la region Venet o la provinzia de Belun y sies istituzions al livel de n stat nia democratich: al é vegnù fat percuisizions pro l comité che promuev l referendum, plu avisa tla senta dla Union di Ladins. Siro Bigontina, sourastant dl comité per l scì, à abù reazions dret diplomatiches, de nobilté pòn dì. Les percuisizions n'á deguna giustificazion, ales tofa.

 



    Ciun fossa pa l fat ilegal o criminal che motiveia i Carabiniers a enrescì fora l comité de promozion dl referendum? Él n fat ilegal o criminal volei s'en jì dal Venet? N fat ilegal o criminal volei tó ju la tripartizion fascista? Él dantaldut n at ilegal o criminal informé i litadours co che la situaziun giuridica y politica tla provinzia de Bulsan é?

    Nia demé l'imprescion é enscì: i fac la conta enscì. Zenza ne fóssel nia sté la percuisizion. Percuisizion vegnuda fata ajache l comité per l referendum à ortié fora informazions, enscì ence l manual de Südtirol. L comité per l referendum informeia samben sun l referendum - chesta é sia enciaria. Chesta enciaria vegn garantida da dutes les normes y leges de na democrazia. Végnel perchel fat percuisizions? Te na democrazia no, te n stat ditatorial ben - te n stat sciche l Chile de Pinochet podòven s'imaginé valch de tel, o tla Russia de Vladimir Putin encuei, o te vigni auter stat che ne fej nia pert dl mond democratich. Ma te n stat democratich che fej pert dla Union Europea (UE)? Percuisizions ajache n comité mana fora informazions che reverda na litazion democratica, informazions ence sun l stat giuridich te n'autra provinzia?

    L fat che sorisseia la situazion fora de vigni normalité: a protesté contra l "manual de Südtirol" mané fora, él sté la politica de Belun y sie president Reolon. Y l sistem giudiziar sauta atira do. Tant politisé é pa l sistem giudiziar che al ti dà l'enciaria ai Carabiniers da enrescì fora n comité che mana fora informazions sun na litazion? Ciuldí ne podessa pa n comité nia partí fora informazion?

    La arpejon de temps passés é dret viva tla region Venet y tla provinzia de Belun; ence te cheles istituzions che messessa defene l regolamenet democratich y nia l operat dl fascism. "Da Durnwalder mi aspetto le scuse", dij Reolon. Reolon messessa l fé, ajache al n'é nia bon da azeté i prinzips de n stat democratich.

    "La provocazione di Bigontina", scriv n foliet talian. Samben, volei tó ju l tort fascist é samben na provocazion, tant plu informé co che ala se stà te Südtirol. Te n stat  democartich él legitim partì fora material d'informazion dant da vigni consultazion litala. 
Vegnù  fat él ence "verifiche anche sulle trasmissioni diffuse tramite il ripetitore di passo Giau che consente la ricezione della tv di Stato austriaca". Scuté su les  tramiscions austriaches - n at criminal. Mete su n'antena per la defujion de trasmiscions de n'autra provinzia n at ilegal, a chel che l sistem giudiziar ti va do? Mané i Carabiniers davia che an scouta l "feindlicher Sender" ("Trasmetidour dl nemich")? Ti temps dl fascism y dl nazism fòvel ilegal scuté su l trasmitent dl nemich. I ne son pa nia dalonc da chest, sc'al vegn fat "verifiches" sun n'antena che trasmet trasmiscions ladines dla Rai y trasmiscions dl ORF - dl 2007, tl Venet de Galan, tla provinzia de Belun de Reolon.

    An sà sen avisa ence cie che i ladins da souramont à da s'aspeté; chesta episoda é tant plu n segn che al é gran ora y gran debujegn che i ladins da souramont se destache da Belun.

Mateo Taibon

 

Articui da la stampa beluneisa: "Gazzettino" e "Corriere delle Alpi" de chisc ultims dis:

Il Comitato promotore della consultazione popolare per il passaggio di Cortina all’Alto Adige rivendica la richiesta di materiale illustrativo sulle norme che
regolano la vicina provincia

Depliant e referendum: «Bolzano non c'entra»

La provocazione di Bigontina: «Per un utile e paritario confronto attendiamo materiale illustrativo anche da Venezia»

Cortina. L'iniziativa di far recapitare nelle case dei cittadini di Colle sana Lucia, Cortina d'Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana materiale informativo sull'amministrazione in Sudtirolo è del comitato promotore del referendum per il cambio di regione. Non ha dunque senso la polemica innescata dagli amministratori di Belluno e di Venezia nei confronti di Bolzano, che ha soltanto offerto la propria collaborazione, inviando il materiale richiesto. A sostenerlo è Siro Bigontina, coordinatore del comitato, il quale ritiene molto grave e poco professionale lanciare accuse prive di ogni fondamento.

«Il comitato referendario ha elaborato un programma di iniziative, per informare nella maniera più chiara possibile la popolazione che andrà al voto il 28 ottobre, sulle norme e procedure legislative che regolano la gestione della Provincia autonoma di Bolzano - spiega Bigontina - per cui, a conoscenza della disponibilità di materiale, a disposizione su richiesta, il 10 e il 22 maggio e poi il 27 giugno abbiamo inviato in totale 220 indirizzi di persone che hanno un ruolo attivo nelle nostre tre comunità di Anpezo, Fodom e Col, o di altre che ne hanno fatto richiesta, con richiesta all'ufficio stampa della giunta provinciale di Bolzano, di inviare la rivista mensile Provincia Autonoma e Il Manuale dell'Alto Adige 2007».

Dopo i chiarimenti, una provocazione agli amministratori bellunesi e veneti: «Il comitato promotore per il referendum intende dare una informazione reale corretta della realtà amministrativa e gestionale nella Provincia autonoma di Bolzano. Affinché l'informazione sia il più possibile paritaria, saremmo ben lieti di poter ricevere uguale materiale informativo sull'attività della Provincia di Belluno e della Regione del Veneto, con l'impegno di diffonderlo con uguale procedura. L'attività di informazione che svolgiamo è del tutto legittima ed è stata svolta fino a questo momento in maniera corretta, rispettando le normative e le regole di democrazia». (a firma di Marco Dibona)


(Gazzettino del 26.07.2007)

Prima le tensioni poi i carabinieri

Cortina d'Ampezzo. Prima le tensioni con la Provincia, poi la richiesta di acquisizione di informazioni, da parte dei carabinieri. Non c'è pace per il comitato che promuove il referendum dei tre comuni ladini ex asburgici di Colle Santa Lucia, Cortina d'Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana, per lasciare il Veneto e riaggregarsi al Trentino -Alto Adige. Ieri mattina militari dell'Arma si sono recati nell'ufficio dell'Union de i Ladis d'Anpezo e hanno chiesto la documentazione relativa all'invio della rivista Provincia Autonoma e del Manuale dell'Alto Adige 2007 a oltre duecento famiglie bellunesi. Il coordinatore del comitato, l'ampezzano Siro Bigontina Titoto, non ha avuto alcuna difficoltà a spiegare, nel dettaglio, come si è giunti ad individuare le persone alle quali far recapitare il materiale informativo, stampato dall'amministrazione provinciale sudtirolese.

Intanto non si placa la tensione fra Belluno e Bolzano, con le accuse di ingerenza, formulate dal presidente della nostra provincia Sergio Reolon, nei confronti dell'omologo altoatesino Luis Durnwalder. Una posizione che il comitato promotore del referendum rigetta, rivendicando la responsabilità di quanto è accaduto. Di referendum, intanto, si è parlato anche ieri sera, al PalaLexus nella serata su "Cortina vincente", inteso come constatazione dei successi sportivi e come auspicio sociale ed economico. (a firma di Marco Dibona)

Militari dell’Arma si sono presentati ieri mattina alla sede dell’Union de i Ladis d’Anpezo facendosi consegnare della documentazione

Paletta dei carabinieri sulla strada del referendum

Verifiche anche sulle trasmissioni diffuse tramite il ripetitore di passo Giau che consente la ricezione della tv di Stato austriaca

Cortina. Nella disputa fra l'amministrazione provinciale di Belluno e il comitato promotore del referendum per il cambio di regione dei comuni di Colle Santa Lucia, Cortina d'Ampezzo e Livinallongo del Col di lana, ora fanno la loro parte anche i carabinieri. Ieri mattina militari dell'Arma hanno acquisito delle informazioni sulla procedura usata dai promotori della consultazione referendaria, che si terrà domenica 28 ottobre, per diffondere pubblicazioni stampate dalla Provincia autonoma di Bolzano. Prima una telefonata all'ufficio dell'Union de i Ladis d'Anpezo, al piano seminterrato della Ciasa de ra Regoles, in piazzetta San Francesco, poi la visita di un sottufficiale, al quale sono stati consegnati numerosi documenti. Il coordinatore del comitato, l'ampezzano Siro Bigontina, ha fornito spiegazioni e incartamenti sulle modalità usate per stilare l'elenco di 220 persone alle quali far recapitare la rivista "provincia Autonoma" e il volumetto "Manuale dell'Alto Adige 2007". Nel frattempo, agenti di polizia hanno contattato Giulio Majoni, già presidente dell'Union de i Ladis d'Anpezo, per avere informazioni sulle trasmissioni televisive e radiofoniche, diffuse nel territorio di alcuni comuni della parte alta della provincia di Belluno, tramite un ripetitore situato sul passo Giau, che riceve il segnale diramato dalla sede Rai di Bolzano. Il ripetitore consente agli utenti di Cortina di ricevere anche i segnali di due canali della Orf, la televisione di stato austriaca, e di un canale della televisione della Svizzera romancia, in cui si parla ladino.

A disporre l'acquisizione di informazioni, da parte dei carabinieri, sarebbe stata, secondo quanto è stato riferito al coordinatore Bigontina, la Prefettura di Belluno.

«Ho consegnato tutti i documenti che mi hanno chiesto, senza nascondere assolutamente nulla - spiega Bigontina - anzi fornendo tutte le indicazioni sul modo in cui abbiamo individuato le persone alle quali far recapitare le pubblicazioni edite dalla provincia di Bolzano. Ci siamo rivolti agli enti ed alle istituzioni, nei tre comuni, alle Regole d'Ampezzo, alle tre liste elettorali che presero parte al voto di Cortina per le elezioni amministrative di maggio, ai consigli comunali stessi. Poi abbiamo aggiunto alla lista i nomi di alcuni nostri sostenitori, dei nostri soci, di chi ci ha chiesto di saperne di più. C'è chi ci ha scritto, per ringraziarci dell'iniziativa».

Perché l'avete messa in atto?
«Credo sia un nostro compito, oltre che un nostro diritto, informare i cittadini delle condizioni in cui si vive in Sudtirolo, della realtà amministrativa e politica; tutti dati contenuti nella pubblicazione realizzata a Bolzano. E poi c'è la storia, documentata dal numero speciale della rivista, stampata per i sessant'anni degli accordi De Gasperi - Gruber, che sancirono la spartizione dei ladini delle Dolomiti in due regioni, in tre province. Una divisione alla quale noi vogliamo porre fine». (a firma di Marco Dibona)

Siro Bigontina, capo del comitato per il referendum del 28 ottobre: «Non capisco questo polverone, vogliamo solo far sapere come si vive di là»

Cortina, i carabinieri bussano dai ladini

I militari nella sede dell’«Union d’Anpezo» per avere informazioni sulle riviste propagandistiche inviate da Bolzano

Cortina d'Ampezzo. Prima la polemica, con toni accesi, fra Belluno e Bolzano, poi l'intervento dei carabinieri, per acquisire informazioni: in questa estate
rovente, a più di tre mesi dal voto, fissato per il 28 ottobre, si sta scaldando anche il clima attorno al referendum con il quale le unioni culturali ladine dei tre comuni di Colle Santa Lucia, Cortina d'Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana chiedono di cambiare regione, di passare dal Veneto al Trentino Alto Adige. L'ultimo atto dei promotori della consultazione, a far adirare il presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon, è stata la distribuzione di una rivista e di un libretto, recapitati per posta ad oltre duecento famiglie nei tre comuni. Le pubblicazioni sono realizzate dall'amministrazione della provincia autonoma di Bolzano, per cui Reolon ha scritto al Landeshauptman Luis Durnwalder:

"Non credo sia difficile convenire sulla inopportunità di tale azione, rivolta a comuni che hanno deciso di andare a referendum per scegliere se passare alla provincia di Bolzano. L'iniziativa dell'ufficio stampa della giunta provinciale di Bolzano, di inaudita gravità, va ad interferire direttamente sul prossimo voto e si intromette in una questione dai molteplici risvolti, tutti assai delicati per la provincia di Belluno".

La replica è di Siro Bigontina, l'ampezzano a capo del comitato promotore del referendum, il quale spiega le modalità dell'azione, che non è partita da
Bolzano:

"Mi dispiace che ci sia stato questo attacco a Durnwalder, che non c'entra per nulla, poiché è stata un'iniziativa del comitato che io presiedo. Non capisco
tutto questo polverone, che s'è alzato, per la consegna di alcune copie di una rivista disponibile a tutti, distribuita gratuitamente".

Voi siete già all'opera, dunque, in vista del voto del 28 ottobre? "Il comitato ha l'impegno e, credo, il diritto di informare i cittadini, che andranno al voto, sul funzionamento della provincia di Bolzano".

Avete auspicato un intervento analogo da parte di Belluno e di Venezia?
"Certo, l'abbiamo scritto in un comunicato, saremmo ben lieti di poter ricevere lo stesso materiale informativo sull'attività della provincia di Belluno e della Regione Veneto. Dico a questi politici: imparate da Bolzano, mandateci un fascicolo uguale. Sarebbe bene, per i nostri cittadini, sapere cosa fate a Belluno e a Venezia e non leggerlo soltanto sui giornali. Magari quando le cose non vanno e, dopo anni, si blocca ancora una volta l'approvazione dello statuto regionale". Ieri mattina i carabinieri hanno acquisito informazioni sulle modalità con cui è stato stilato l'elenco di 220 persone alle quali recapitare
il materiale informativo. Si sono presentati nell'ufficio dell'«Union de i Ladis d'Anpezo», una delle tre associazioni culturali che hanno chiesto il referendum.

"Ho consegnato tutti i documenti che mi hanno chiesto, senza nascondere assolutamente nulla - spiega Bigontina - anzi fornendo tutte le indicazioni sul modo in cui abbiamo individuato le persone. Ci siamo rivolti agli enti ed alle istituzioni, nei tre comuni, alle Regole d'Ampezzo, alle tre liste elettorali che presero parte al voto di Cortina per le elezioni amministrative di maggio, ai consigli comunali stessi. Poi abbiamo aggiunto alla lista i nomi di alcuni nostri sostenitori, dei nostri soci, di chi ci ha chiesto di saperne di più. C'è già chi ci ha scritto, per ringraziarci di aver ricevuto il materiale".

Intanto prosegue la raccolta di fondi, con una sottoscrizione aperta presso la locale cassa rurale, per sostenere proprio queste azioni di informazione, che
si protrarranno, nei prossimi tre mesi, sino al voto di ottobre.

"Noi non faremo propaganda elettorale, non martelleremo la gente perché voti sì al nostro ritorno con Bolzano, dopo novant'anni di divisione - precisa
Bigontina - ma ci limiteremo a fare informazione, a far sapere come si vive di là. Saranno poi gli elettori a decidere, in piena democrazia". (a firma di
Marco Dibona)

Lo scontro

Sergio Reolon: «Da Durnwalder mi aspetto comunque delle scuse»

Belluno. «Da Durnwalder mi aspetto le scuse. Ho appreso che non ne sapeva niente dell'iniziativa, ma questo non toglie che sulla vicenda abbia comunque delle responsabilità».

Sergio Reolon, presidente della Provincia di Belluno, ritiene un'offesa istituzionale quell'invio del mensile della Provincia di Bolzano a ben 220 persone dei tre comuni che il 28 ottobre saranno chiamati al referendum per decidere il distacco dal Veneto per tornare sotto le ali storiche del Sudtirolo. E poco importa se promotore dell'iniziativa si scopre essere stato il ladino Siro Bigontina Titoto, del Comitato per il referendum, perché le buste contenenti il mensile altoatesino riportavano stemma e marchio dell'Ente provinciale bolzanino. Un'ingerenza che rafforza in Reolon il presentimento che attorno ad un possibile passaggio all'Alto Adige dei tre comuni ladini, Cortina, Livinallongo e Colle Santa Lucia, vi sia da tempo «un lavorio, per potare oltre il confine del Veneto - afferma il presidente bellunese - l'area storica ladina».

Insomma, se Lamon e Sovramonte trovano solo aperture di dovuta e sterile cortesia, l'Ampezzo e l'alto Agordino sembrano ricevere attenzioni e trattamenti diversi. «Credo che lo facciano per motivi di equilibri interni - prosegue Reolon -, ma anche per spiazzare il Veneto. Ebbene, di fronte a questo tentativo io non posso che sentirmi vicino a Galan nel difendere l'unità del Bellunese e del Veneto. Perché è ben vero che ho appoggiato il referendum di Lamon e Sovramonte con l'obiettivo di dare una scossa alla risoluzione del bisogno di autonomia di Belluno, ma è anche vero che non è mai stata mia intenzione appoggiare secessioni di alcun tipo. Il problema della nostra provincia va affrontato non con il passaggio di alcuni pezzi in altre regioni, ma lavorando assieme, uniti».

Reolon richiama dunque la Provincia autonoma di Bolzano ad una maggiore correttezza, evitando ingerenze, anche indirette, su una questione così delicata. «Perché la decisione di Cortina, Livinallongo e Colle di muoversi da sole finisce con l'indebolirci».

Chiaro che, ogni interferenza esterna, come quella di Bolzano, seppur sollecitata da Bigontina che ha così inteso predisporre il terreno alla riunificazione, rischia di aumentare le tensioni. (a firma di Lauredana Marsiglia)

(Gazzettino del 27.07.2007)

Alleanza Nazionale

Donazzan: «Siamo alla volgare mercificazione delle istituzioni»

Cortina. «Volgare mercificazione delle istituzioni»: in questi termini l'assessore regionale di Alleanza Nazionale, Elena Donazzan, stigmatizza il quadro che si sta delineando attorno alla vicenda referendum Cortina. L'esponente di An ponendo a confronto il disinteresse dell'Alto Adige per le istanze di Lamon e Asiago con gli entusiasmi per Ampezzo e Livinallongo, parla di «trattativa a chi offre di più» e appoggia l'intenzione di Galan di portare la questione alla Corte di Giustizia del Parlamento Europeo. «Agli altoatesini - che in parlamento barattano privilegi con il sostegno al governo - conclude Donazzan - si è già dato e permesso fin troppo».

Lega Nord

Vaccari: «Estranei alle accuse di ingerenza nei confronti di Bolzano»

Cortina. La lega Nord appoggia e sostiene Siro Bigontina, coordinatore del Comitato per il Referendum del cambio Regione dei Comuni di Colle Santa Lucia, Cortina e Livinallongo. In un comunicato a firma del segretario Gianvittore Vaccari, si ricorda che il referendum faceva parte dell'accordo politico cui la Lega aveva dato appoggio alle ultime amministrative del maggio 2007 per il Comune di Cortina. «Ci chiamiamo fuori - precisa Vaccari - dall'attacco del presidente della provincia che si è scandalizzato con accuse di ingerenza nei confronti di un cittadino di Bolzano. Dovrebbe essere più propositivo e informarsi sugli interessi che si formano in provincia di Belluno»

La polemica

«Non faccio il presidente di una provincia che si sgretola»

Cortina d'Ampezzo. Doveva essere un incontro sullo sport e il turismo, per celebrare "Cortina vincente", proposto nella rassegna Cortina InConTra, invece si è trasformato in un ennesimo confronto sul referendum per il cambio di Regione, previsto per domenica 28 ottobre. Il presidente della Provincia di Belluno, Sergio Reolon, è stato chiarissimo: «È ovvio che se Cortina voterà di passare con Bolzano, sarò io stesso a indire un referendum provinciale. Lo farò anche prima, se non avrò risposte politiche effettive dal governo nazionale: come posso continuare a fare il presidente di una Provincia che si sgretola? La tengo insieme proponendo un referendum provinciale; poi vediamo cosa dicono Durnwalder, Dellai e il Governo italiano».

Il riferimento era chiaro, guardava alle reazioni che hanno avuto, sino ad ora, i presidenti delle due Province autonome di Bolzano Luis Durnwalder e di Trento Lorenzo Dellai, favorevoli a ricevere nei loro territori i Comuni ladini, e turistici, di Colle Santa Lucia, Cortina d'Ampezzo e Livinallongo del Col di Lana, ma restii ad accogliere altre comunità, che pure hanno già votato di sì al cambio di Regione, a cominciare dal paese feltrino di Lamon.

Il tema della serata prendeva spunto dai successi di Cortina nello sport, la conquista dello scudetto 2007 di hockey su ghiaccio, l'assegnazione dei Mondiali 2010 di curling e 2011 di bob e skeleton, la candidatura solidissima per i Mondiali 2013 di sci. «Non giochiamo con le stesse armi, contro avversari che usano il doping - è stata la metafora sportiva di Enrico Ghezze, presidente del consorzio Cortina Turismo - perché hanno vantaggi economici, amministrativi, burocratici».

«Noi soffriamo di una profonda ingiustizia, se dobbiamo chiamarla con il suo nome - ha incalzato il presidente bellunese Reolon - perché le Province di Bolzano e di Trento trattengono il 90% delle tasse versate dai loro cittadini e in più ricevono trasferimenti dallo Stato. Loro hanno 500 milioni di euro l'anno, la nostra Provincia ha un bilancio di 50 milioni. Nei diversi settori, c'è un divario, nelle disponibilità finanziarie, che va da uno a cinque sino a uno a dieci».

Per l'economista Enrico Cisnetto, organizzatore della rassegna, che è intervenuto all'incontro, è una situazione che non durerà a lungo. «Toglietevi dalla testa l'idea che nelle Regioni a Statuto speciale possano continuare a esistere queste agevolazioni - ha affermato - Non lo consente lo stato dell'economia italiana, non lo permette l'Europa. Però attenzione: che la minore disponibilità di risorse finanziarie non diventi un alibi. Certe iniziative possono essere attuate lo stesso, anche senza il sostegno pubblico, trovando il sostegno di aziende private, sopperendo con gli sponsor, grazie al marchio Cortina e garantendo un'elevata qualità dell'offerta». (a firma di Marco Dibona)

Reolon a "Cortina Vincente" celebra il merito dello sport ma indica percorsi alternativi al referendum che porta in altra regione

«Basta con le fughe in solitaria»

Il presidente della Provincia propone un’iniziativa forte per superare il disagio della disparità

Cortina. «Il referendum per passare in Trentino Alto Adige è una leva per far capire alla Regione ed allo Stato il disagio, il malessere, le profonde disparità che patisce la nostra provincia, nei confronti dei vicini delle regioni autonome. Questa attenzione si è creata, adesso è il momento di raccogliere i frutti, ma bisogna finirla di correre ognuno per conto proprio, serve una iniziativa forte, organica, politica». Il presidente della Provincia di Belluno Sergio Reolon è intervenuto con toni decisi al dibattito su "Cortina vincente", nella rassegna Cortina InConTra, voluto per celebrare le glorie sportive dello scudetto nell'hockey, dei Mondiali 2010 di curling e 2011 di bob, già assegnati, della forte candidatura per i Mondiali 2013 di sci. Dallo sport alla politica, all'economia, il passo è stato breve. «Noi non giochiamo con le stesse armi, i nostri concorrenti usano il doping», è stata la metafora sportiva, molto attuale, di Enrico Ghezze, presidente del consorzio turistico. «E' il momento per una riflessione seria, che sia l'opportunità, per noi e per altre località della provincia, di farci sentire», ha incalzato il sindaco Andrea Franceschi.

Il tema del referendum non è riuscito a togliere del tutto l'attenzione per lo sport, con la passerella per i campioni d'Italia dell'hockey, guidati dal capitano Giorgio De Bettin, per Kristian Ghedina, veloce sugli sci della discesa libera, velocissimo ora sui bolidi da corsa, per il bob, per il curling. Per la candidatura per i Mondiali di sci 2013, il presidente del comitato per la Coppa del Mondo Enrico Valle ha tratteggiato la strada da seguire, da qui al 28 maggio 2008, quando verranno assegnati ad una delle località in gara, con Cortina a contrastare la svizzera St. Moritz e l'austriaca Schladming, oltre all'americana Vail, in Colorado, che si è aggiunta da poco.

«Questa è una parte importante della provincia di Belluno, io la definisco la vetrina - ha chiosato Reolon - e lo sport rende l'idea di quello che si deve fare: unire le forze, fare gioco di squadra. Il male italico della politica è cercare divisioni, proporre sempre contrapposizioni. I Mondiali di sci di Cortina potrebbero invece essere occasione per scelte importanti, anche in tema di infrastrutture». Fermo restando che Cortina è comunque privilegiata, rispetto ad altre aree: «E' la località più ricca - ha concluso il presidente Reolon - e i contrasti con i vicini delle province autonome, che qui si vivono come concorrenza, in altre realtà bellunesi sono questione di sopravvivenza. Mercoledì incontrerò Luciano Violante (il presidente della commissione Affari costituzionali ndr): voglio che lo capiscano». (a firma di Marco Dibona)

(Gazzettino del 28.07.2007)

SECESSIONI

Al voto per i referendum gli elettori si ricorderanno di chi li ha ostacolati

Non avrei mai voluto leggere che dei carabinieri, verso i quali (come essi sanno) nutro stima e fraterna amicizia, siano stati indotti (non so da chi) a un gesto spiacevolissimo, qual è stato il controllare perché dei liberi cittadini, usufruendo dei più elementari diritti civici di informazione attiva e passiva, abbiano fatto sottoscrivere degli abbonamenti al mensile «Provincia Autonoma», che anch'io ricevo, per sua cortesia, dall'amministrazione provinciale di Bolzano!

Nel mentre rinnovo i sentimenti di stima all'Arma, protesto con tutte le forze contro chi ha dato sconsideratamente questa disposizione.

La storia è lo sguardo sui cammini percorsi, senza i quali non si comprende quella sosta, nell'evolversi delle cose e nella coscienza collettiva, che chiamiamo «il presente».

Anche le istituzioni hanno una loro storia; quelle esistenti al presente, sono il risultato di molteplici convergenze. Pretendere che le istituzioni attuali non abbiano altra storia, che la loro forma attuale sia e debba essere considerata la migliore e la definitiva, è atteggiamento di arroganza culturale assolutamente inaccettabile.

Non è un problema solo bellunese. «La Civiltà Cattolica» del 7 luglio ha affrontato un interrogativo cui non avremmo pensato di doverci sottoporre, ancora, dopo la caduta del fascismo e del nazismo: «Le tesi storiche vanno fissate per legge?». Naturalmente, la risposta è stata un secco no. Ma in Europa stanno succedendo fatti, a livello istituzionale, che preoccupano non poco per il futuro della democrazia e l'autorevole rivista si è sentita in dovere di affrontare l'argomento.

Insisto, perciò, nel dire, e non può essere per l'ultima volta, che è un grave istituzionale «suggerire» che si celebri una figura troppo discutibile, qual è quella del generale Giuseppe Garibaldi, del quale, solo per fare un esempio, gli studenti del «Tiziano» di Belluno hanno rintracciato una lettera nella quale si vanta del suo ateismo e di voler «distruggere la più scellerata di tutte le piaghe umane: il pretismo».

Sbagliano, e non poco, Galan e Reolon a contrapporsi alla volontà popolare degli abitanti di alcuni comuni (Ampezzo, Colle e Fodom) di valorizzare la loro identità storica anche con una più adeguata collocazione amministrativa; possono aver ragione nel caso di Lamon e Sovramonte, che con il Trentino non hanno nulla a che fare, in quanto ad appartenenza storica. Perché dunque quel loro fingere meraviglia per il diverso atteggiamento dei loro colleghi trentini e altoatesini?

Sbaglia, e di grosso, anzi ha offeso un po' tutta l'alta provincia il ministro Letta, credendo di comperare il silenzio di alcuni con l'offerta di un po' di soldi ad altri. È stato un gesto odioso, quel suo offrire quei soldi, a nome del governo; lo ricorderemo con questo sentimento di odio, quel gesto, come giustamente (questa volta) ha detto l'onorevole Paolo Bampo; l'ha ribadito (con la sua solita precisione) l'avvocato Piller Roner.

Signori, che in questo periodo ci rappresentate, non vi rendete conto che ci offendete già usando e cercando di far circolare la definizione di «fuga dei comuni»? Mi auguro pertanto, che cambiate atteggiamento. In ogni caso, noi non cambieremo il nostro. I referendum si faranno e ricorderemo chi ci ha ostacolato; lo ricorderemo come merita.

Don Floriano Pellegrini



 
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Re: La politica de Belun prova de insciautrì i ladins da souramont (ponc: 1)
da marco ai 29 July 2007 da les 18:58:52
(Infos sun l utilisadour | Ti mané n messaje privat)
Oh tempora, oh mores!!

Ci ignoraza politica.
Reolon conesc ben püch la storia ladina. Fa ji i carabinieri tla sonta dai ladins de Ampez tal 21. secul, stories co fesc recordé le plü scür nazionalism talian.
La provinzia de Belun ô impedí la enfomaziun obietiva, cosa co sozedêa dan 70 agn.
En apel a düc i Ladins de bona orenté: daidede i Ladins da Soramunt!!
I sun pö düc tla Europa dles regiuns.!!
La jont mess ji al referendum sonza se temei!!
É le stato talian en stato democratich???




Re: La politica de Belun prova de insciautrì i ladins da souramont (ponc: 1)
da medo ai 29 July 2007 da les 22:10:59
(Infos sun l utilisadour | Ti mané n messaje privat)
Atlò edl da fà en apel a düc i ladins y la jont de bun cör y democratica - alzede osta usc, lascede ch'an les aldi rondenenn fora por nüsc crep - no lasciede che le dert da podei di la nosta se vegnes tut!



Re: La politica de Belun prova de insciautrì i ladins da souramont (ponc: 1)
da MateoTaibon ai 29 July 2007 da les 22:26:46
(Infos sun l utilisadour | Ti mané n messaje privat)
iu â ben proponü n ater titul - parores che Marco á spo tut ca te so comentar:

nia podei partí fora informaziuns dan na lita é stil ditatorial.



Re: La politica de Belun prova de insciautrì i ladins da souramont (ponc: 1)
da christian ai 29 July 2007 da les 23:40:16
(Infos sun l utilisadour | Ti mané n messaje privat)
Na identité sterscia ladina pò raforzé y dé na sbürla a dötes les atres mendranzes y popolaziuns europeiches.

Cösc vare foss dassenn emportant ince por ti dé plü concreteza al'economia.

La globalisaziun "economica" podess nes rosedé, sce i ne ti metun nia decuntra na sterscia identité culturala, spezificamonter de lingaz, na dimensciun soziala y de liberté sterscia, y la lerch por n' umanité con gran dignité te vignönn y vignöna.



Re: La politica de Belun prova de insciautrì i ladins da souramont (ponc: 1)
da christian ai 29 July 2007 da les 23:46:38
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Nos sun i artefic de nostes dezijiuns y conclujiuns.

La liberté che n'es è dada va metüda al sorvisc de nos porsones.

Punsenn a nosta pêsc y a chera de chi co vîr encería.


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